Domande Frequenti

Come posso verificare se il corso di formazione professionale pubblicizzato è davvero riconosciuto dalla Regione?

Clicca sul link della Regione italiana d’interesse per controllare che i corsi proposti dagli Enti di formazione professionale siano autorizzati.

Per alcune Regioni è necessario fare una ricerca a testo libero digitando il nome completo del corso (per es.Operatore Tecnico Subacqueo).

Poichè alcuni Enti regionali non dispongono ancora dell’elenco dei corsi autorizzati, abbiamo provveduto a fornire i link degli Assessorati interessati a cui rivolgersi per delucidazioni.

Regione Abruzzo

Regione Basilicata

Regione Calabria

Regione Campania

Regione Emilia Romagna

Regione Friuli Venezia Giulia

Regione Lazio

Regione Liguria

Regione Lombardia

Regione Marche

Regione Molise Lista_CFP_Con_Corsi_MOLISE_201516

Regione Piemonte

Regione Puglia

Regione Sardegna

Regione Sicilia oppure per vedere direttamente i corsi autorizzati 2017  in pdf clicca qui e cerca la Provincia siciliana d’interesse

Regione Toscana

Regione Trentino Alto Adige

Regione Umbria

Regione Valle d’Aosta

Regione Veneto

Le leggi emanate dalle singole Regioni italiane hanno validità nazionale ed europea; oppure sono limitate al territorio della Regione stessa che le ha approvate?

Bisogna innanzitutto premettere che a livello nazionale la formazione professionale è regolamentata dalla Legge Quadro n.845/78 e l’esercizio dell’attività lavorativa subacquea nazionale dai Decreti ministeriali 13.01.1979 e 02.02.1982.
 
La citata normativa emanata a livello nazionale prevede che chiunque intenda esercitare la propria attività lavorativa nel settore subacqueo deve necessariamente essere in possesso della qualifica professionale rilasciata con apposito titolo.
 
NESSUNA legge regionale può prevalere sulla legge quadro e sui decreti ministeriali, in quanto nell’ordinamento giuridico Italiano esiste una rigida gerarchia delle fonti.
 
Possiamo affermare, senza timore di smentita, che LA LEGGE REGIONALE NON PUO’ PREVALERE SULLA LEGGE EMANATA A LIVELLO NAZIONALE e comunque avrà efficacia limitata ai confini della regione stessa che l’ha emanata.
 
Purtroppo, molto spesso erroneamente si pensa che una legge regionale emanata da Regioni a Statuto speciale (ovvero la Sicilia; la Sardegna; la Valle d’Aosta, il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige – in realtà costituita dalle province autonome di Trento e Bolzano) sia diversa, o magari superiore, alle leggi regionali emanate dalle Regioni a statuto ordinario.
 
La legge regionale, quale che sia la regione che l’abbia emanata rimane – a livello di efficacia territoriale – sottoposta alla gerarchia delle fonti, nella stessa misura delle leggi regionali emanate dalle regioni non a statuto speciale.
 
In Italia infatti le fonti del diritto non sono tutte di pari grado, ve ne sono alcune più importanti rispetto ad altre. Normalmente, per dare ordine alle fonti che coesistono e sono in vigore in uno Stato nello stesso momento, il criterio solitamente utilizzato è quello della gerarchia delle fonti. 
 
La fonte superiore prevale su quella inferiore e di conseguenza la fonte inferiore non può contraddire quelle superiori. In concreto questo significa che la fonte inferiore che abbia un contenuto contrario a quella superiore è da considerarsi invalida, perché affetta da un vizio e dovrà essere pertanto eliminata, abrogata dall’ordinamento o disapplicata.
 
Quindi,attenti a non cadere nelle molteplici truffe più o meno celate dietro pubblicità ingannevoli e fuorvianti di chiunque voglia far intendere che leggi regionali abbiano prevalenza sulle leggi nazionali sopra citate!

COS'E' L' IMCA - INTERNATIONAL MARINE CONTRACTORS ASSOCIATION?

Nel settore della subacquea commerciale  si sente molto spesso parlare di questa associazione (IMCA) purtroppo,a volte,in modo non corretto attribuendogli compiti e competenze che non ha,così come non potrebbe mai avere.

L’IMCA – International Marine Contractors Association è giuridicamente una associazione privata non riconosciuta. Per tale motivo,fatte salve ripercussioni di carattere anche penale, non può riconoscere in modo discrezionale e unilaterale  diplomi e/o qualifiche rilasciati in forza di leggi vigenti nei Paesi Membri dell’Unione Europea.

Come si può evincere dallo Statuto (Governance) dell’IMCA,la stessa si dichiara “Private Company” a cui ci si può associare versando una quota in denaro che darà diritto all’associato al ruolo di “Member”(membro) e all’uso del logo  di un’associazione privata non riconosciuta,l’IMCA per l’appunto.

La veste di Membro darà luogo,poi,alla possibilità di effettuare una serie di corsi privati giuridicamente senza alcuna validità legale,poichè rilasciati da un’organizzazione non riconosciuta (IMCA appunto) quali,per esempio, “diving supervisor” “life support technician” e “diver medic”.

Dal sito IMCA Bye-Law “Introduction” (che si riporta di seguito) la stessa chiarisce le proprie finalità statutarie.

1 INTRODUCTION

1.1 The International Marine Contractors Association (“IMCA”, or the “Association”) is the international trade association representing the interests of contractors and the associated supply chain directly or indirectly involved with the construction, installation, maintenance and/or operation of marine facilities for the extraction, production or transportation of offshore oil or gas. In addition, IMCA represents those who are involved directly or indirectly with installation,maintenance and operation of marine facilities for other extractive industries and for utilisation of wind, wave and other energy sources in a marine environment. IMCA’s scope of interest covers a broad range of activities in the commercial markets of marine contracting.

1.4 In particular, IMCA promotes improvements in health, safety, environmental, quality, technical and contracting standards by the publication of information notes, codes of practice, technical guidance documents and the like.

In general, IMCA’s role in training is limited to offering guidance on course content, entry level requirements and related topics, with actual courses and training provision developed and delivered by individual training establishments.

Sempre dal sito dell’IMCA:

IMCA’s direct role in certification is restricted to three diving positions: air and bell diving supervisors,life support technicians.

https://www.imca-int.com/core/competence-training/certification/

No other IMCA certification of individuals is currently provided.

Come si può comprendere il ruolo diretto dell’IMCA nel rilascio delle certificazioni è limitato alle figure di cui sopra.

Di seguito il link da cui si evince (in funzione della quota associativa versata) il “riconoscimento” che viene dato dall’IMCA.

https://www.imca-int.com/about-imca/membership/fees/

Di seguito i links IMCA degli organismi “riconosciuti” (sempre previo versamento della quota associativa),nella categoria diving e relativi corsi.

https://www.imca-int.com/briefing/1343/diver-and-diving-supervisor-certification-9/

https://www.imca-int.com/divisions/diving/personnel/diving-supervisor/bell-courses/

https://www.imca-int.com/divisions/diving/personnel/life-support-lst/courses/

https://www.imca-int.com/divisions/diving/personnel/diver-medic/courses/

SITO UFFICIALE IMCA  https://www.imca-int.com/

 

 

Perchè il corso per OTS della Marco Polo,che era di 800 ore di istruzione teorico/pratica, è stato portato a 500 ore?

Come già effettuato periodicamente nel passato,i contenuti programmatici e il relativo monte orario di singola materia sono stati ulteriormente rivisti ed attualizzati per continuare a favorire una aggiornata e consolidata formazione dei propri allievi,ottenendo un triplice vantaggio:

-un congruo risparmio di tempo di frequenza del Corso,rispetto al passato, pari a circa tre mesi (da 6 mesi per 800 ore,a 3 mesi per 500);

-un consistente risparmio delle spese di mantenimento di vitto e alloggio a Roma (circa 3 mesi);

-un più rapido inserimento nel mondo del lavoro (anticipazione di 3 mesi ).

Quanta teoria e quanta pratica è prevista?

Circa il 50%,con facoltà della Scuola di ridurre od ampliare le ore previste per singola materia,fermo restando il monte orario totale.

Quanto tempo dura il Corso?

Circa 84 giorni,esami finali compresi, con cadenza oraria di massima dalle ore 15.30 alle ore 20.30 di tutti i giorni feriali,fatto salvo per le esercitazioni pratiche che si svolgeranno in orario diurno,pomeridiano,serale e/o notturno.

Perchè questo orario pomeridiano/serale? Non era meglio a 8 ore al giorno?Il Corso sarebbe durato ancora meno.

Abbiamo sempre lasciato agli allievi,soprattutto perchè provenienti,nella stragrande maggioranza dei casi, da altre regioni italiane o da Paesi Membri della Unione Europea o extra UE Argentina,Brasile,etc.la possibilità di “sbarcare il lunario” attraverso una occupazione saltuaria che li ha sollevati,sia dalle spese di permanenza corsuale (vitto e alloggio) che,anche e soprattutto,per continuare l’opera di mantenimento di propri nuclei familiari preesistenti.Questo orario,ormai sperimentato da tanti anni, consente la realizzazione delle loro aspettative corsuali.

C'è possibilità di effettuare assenze?

Sì,non oltre il 20% del monte orario totale e purchè non coincidano con i punti salienti del ciclo addestrativo in atto a quel momento.

In cosa consistono gli esami di fine corso?

Consistono in 2 prove scritte,un colloquio ed una prova pratica

Siamo assicurati durante il periodo corsuale?

Sì,ai sensi delle vigenti leggi tutti gli allievi sono coperti da assicurazione INAIL

Sono previsti stage durante il corso?

No.Lo stage nella nostra scuola si identifica non già in una partecipazione passiva tipica di uno stagista che puo’ soltanto osservare varie lavorazioni svolte da professionisti,ma in una serie di esperienze pratiche acquisite durante sedute di cantiere (circa 200 ore del monte orario totale) dove l’allievo in forma partecipativa ed attiva acquisisce nozioni esperienziali teoriche e pratiche quali la marineria,la meccanica operativa,demolizione,taglio subacqueo,recuperi,sorbonatura,etc.all’interno della nostra struttura concepita e realizzata, a tal fine, su un’area di 6000 mq.

Gli esami di fine corso vengono svolti subito?

Si,la durata complessiva è compresa degli esami finali svolti di fronte ad una apposita commissione composta ai sensi dell’art.14 della Legge Quadro n.845/78 e di cui deve far parte, in qualità di Presidente di Commissione un funzionario della Regione a cui si aggiungono un rappresentante del:

  • Ministero del Lavoro e Politiche Sociali;
  • Ministero della Pubblica Istruzione (M.I.U.R.);
  • Organizzazioni Sindacali di categoria e imprenditoriali.

Ci sono limiti di età per frequentare i corsi?

No.

Dovendo soggiornare a Roma per il periodo corsuale,come ci si organizza per l’alloggio?

Solitamente,gli allievi risultati idonei alle visite mediche,prendono in affitto appartamenti,per 4 persone  dividendosi le spese di vitto e alloggio.

Su internet si sa gira un po’ di tutto,come faccio ad avere la certezza che la scuola che sceglierò sia davvero autorizzata a svolgere corsi di formazione professionali?

A livello nazionale,tutte le strutture formative DEVONO essere accreditate dalle Regioni; se l’ente di formazione è realmente accreditato sarà presente in un elenco e pubblicato sui siti istituzionali delle Regioni stesse, in  link solitamente denominati “Enti Accreditati”,”Sedi formative accreditate” “Elenco organismi accreditati”.Le Regioni/PA dispongono di propri elenchi di sedi e/o organismi accreditati che vengono periodicamente aggiornati.

L’accreditamento delle strutture formative è l’atto con cui le amministrazioni delle Regioni  riconoscono ad un soggetto pubblico o privato la possibilità di proporre e realizzare interventi di formazione.

L’accreditamento nasce dall’esigenza di definire standard minimi nazionali di qualità per i soggetti che intendono realizzare attività formative: il primo riferimento normativo è contenuto nella legge 196/97, laddove all’articolo 17 si dispone che le attività di formazione professionale sono svolte da parte delle Regioni e/o delle Province autonome anche in convenzione con enti “aventi requisiti predeterminati”.

In questo contesto viene varato il primo impianto regolamentare di riferimento con il D.M. 166/2001.

Nella seduta del 20 marzo 2008 la Conferenza Stato Regioni ha approvato una “Intesa  tra Ministero del lavoro della salute e delle politiche sociali, Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca, le Regioni e province autonome di Trento e Bolzano per la definizione degli standard minimi del nuovo sistema di accreditamento delle strutture formative per la qualità dei servizi” che rivisita i principi e le linee guida individuati in precedenza dal D.M. 166/2001 e individua i nuovi standard minimi nazionali di qualità dell’offerta formativa erogata.

E’vero che a breve tutte le Regioni italiane dovranno disporre di percorsi formativi e di profili professionali uguali a livello nazionale?

Si,l’Accordo tra il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, le Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano approvato in sede di Conferenza Stato-Regioni, 27 luglio 2011,riguardante gli atti necessari per il passaggio a nuovo ordinamento dei percorsi di istruzione e formazione professionale di cui all’art. 18, comma 2 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 e l’istituzione del Repertorio nazionale dei percorsi di Istruzione e Formazione professionale,recepito con decreto interministeriale dell’11 novembre 2011.

A tal fine alcune Regioni hanno già disposto il profilo professionale,nella fattispecie dell’OTS,come la Regione Lazio,Emilia Romagna; le altre dovranno uniformarsi affinchè,attraverso l’ISFOL/Min.del Lavoro, possa realizzarsi un programma formativo nazionale univoco per tutti gli enti di formazione italiani,in attuazione anche da quanto richiesto dalla nuova strategia Europa 2020 approvata dal Consiglio Europeo in sostituzione di quella di Lisbona.

Il Repertorio delle competenze e dei profili – di cui fa parte la figura dell’Operatore Tecnico Subacqueo approvato con D.G.R.n.452/2012 – raccoglie e definisce i profili e le competenze rilevanti per il sistema di istruzione, formazione e lavoro.

La struttura del Repertorio è incentrata sui profili, che costituiscono il riferimento per le attività caratterizzanti, i livelli di apprendimento e le unità di competenze, intese come “insieme di capacità e conoscenze necessarie a svolgere attività professionali che producono risultati osservabili e valutabili”.

Il Repertorio della Regione Lazio si inserisce nel percorso tracciato dal D.Lgs. 16 gennaio 2013 n. 13, fornendo il proprio contributo alla costruzione del Repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali di cui all’art. 8 del citato Decreto Legislativo e ponendosi nel comune cammino delle istituzioni centrali e regionali verso la costruzione di un Sistema nazionale di certificazione.

Che titolo di fine corso si consegue?

Per entrambi i corsi di Operatore Tecnico Subacqueo viene rilasciato attestato di qualificazione professionale in ottemperanza della Legge Quadro n.845/78 e regionali di attuazione ed è conforme ai DD.MM.Marina Mercantile 13.01.1979 e 02.02.1982.Questo titolo è valido ai sensi dell’art.14 della suddetta legge nazionale per l’ammissione ai pubblici concorsi e fruisce dell’applicazione della Direttiva 2005/36/CE e Direttiva 2013/55/UE consentendo la libera circolazione dei lavoratori all’interno dell’Unione Europea;è altresì riconosciuta dall’organismo Inglese HSE per il lavoro subacqueo, ovvero internazionale.

Che funzione ha la torretta in uso presso la Scuola?

La torretta in uso presso la Scuola è sorta con la precisa funzione di una vera e propria aula didattica dove poter ricreare l’ambientazione subacquea preferita e finalizzata alle operatività più ricorrenti in ambito lavorativo.La sua altezza è pari a 6 metri e dispone di un diametro di 4 metri e queste dimensioni conferiscono a questo ambiente subacqueo un passaggio esperienziale ed ambientale unico ed indispensabile nel suo genere.A maggior ragione ove si consideri la presenza di 3 oblò disposti a 120° sulla circonferenza che consente a più istruttori la correzione in loco di lavorazioni subacquee di determinato impegno mnemonico/ambientale.

Con l’uscita degli inglesi dalla UE (Brexit) quali ripercussioni si potranno avere sul riconoscimento dei titoli professionali?

Non si parla di effetti di brevissimo periodo perché, come è stato più volte ribadito, i risultati referendari sulla Brexit apriranno negoziati molto ardui che non troveranno soluzione in tempi brevi.

Per lavorare all'estero è necessario conoscere la lingua del Paese ospitante?

Sì,se ci si rivolge direttamente è sempre stato necessario conoscere la lingua del Paese ospitante a cui viene data la possibilità di imporre un controllo delle conoscenze linguistiche dopo il riconoscimento della qualifica ma prima dell’accesso alla professione (nuovo art. 53). sancito dalla nuova direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali (Direttiva 2013/55/UE) che integra e modifica la Direttiva 2005/36/CE, la quale rimane, perciò, la struttura normativa

L’iscrizione in Capitaneria di porto,in ottemperanza del D.M.Marina Mercantile 13.01.1979,limita l’attività lavorativa dell’Operatore Tecnico Subacqueo,al solo ambito portuale (cioè all’interno dei porti)?

leggi la  risposta nel nostro box “Consulenza legale”.

Quali sono gli elementi identificativi sulla valenza legale di un attestato di qualifica professionale conforme alla Legge n.845/78,per essere riconosciuto ai sensi dei DD.MM 13/01/1979 e 02/02/1982,per l'esercizio al lavoro subacqueo?

Risposta in preparazione