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La
Formazione Professionale in Lago
Superato
il periodo propedeutico in piscina, ha inizio la fase più
importante del Corso vero e proprio, attraverso l’esecuzione
di varie operatività svolte tutte in ambiente naturale.
Constatati
i positivi risultati ottenuti in tanti anni di attività
formativa svolta senza soluzione di continuità fin
dal 1959 la Scuola ha ritenuto e, ritiene tuttora, che l’ambiente
subacqueo lacustre, con i suoi fondali fangosi ed algosi,
le sue correnti, la sua scarsa visibilità, etc.,
costituisca un elemento insostituibile per la formazione
psicologica, fisica e tecnica dell’Operatore Tecnico Subacqueo
(O.T.S.).
La
formazione, la qualificazione professionale e l’avviamento
al lavoro di oltre 2000 unità, attualmente operanti
nella stragrande maggioranza delle aree geografiche nazionali
e internazionali, sono la riprova tangibile della scelta
oculata operata dalla Scuola, anche sulla base dell’annosa
esperienza professionale subacquea vantata, a ragion di
titolo, dai suoi fondatori.
Il
lago, inoltre, se di sufficienti dimensioni, dispone di
tutti gli aspetti caratteristici del mare: vento, correnti,
moto ondoso, etc..
Peculiarità
proprie del lago di Bracciano, appositamente scelto dalla
Scuola per il conseguimento dei fini didattici sopra illustrati.
Ma
a differenza dell’ambiente marino il lago non esercita,
atavicamente, alcuna particolare attrattiva per l’immersione
che è, quindi, effettuata con scarsissima stimolazione
passionale, ma solo per razionale impulso finalizzato al
soddisfacimento di esigenze professionali di carattere operativo.
Nei
confronti dell’immersione in acqua dolce, poi, esiste una
istintiva ritrosia psicologica, ben differente rispetto
all’attrattiva espressa dall’acqua di mare che dispone,
quasi sempre, di riflessi colorati, di limpidezza, di temperatura
moderata; la visibilità del lago è invece
quasi sempre limitata, offuscata, se non assente del tutto,
la flora e la fauna diventa pressoché inesistente
a partire dalla batimetria di –15.
Il
colore dominante dell’ambiente lacuale, poi, va da un verde
crepuscolare ad un verde cupo, per divenire marrone, marrone
scuro e nero in uno spazio batimetrico, molto spesso assai
limitato.
Questa
colorazione dell’acqua, unitamente alla scomparsa di qualunque
forma di vita, la temperatura, etc., da al subacqueo una
netta sensazione di isolamento, di spettralità visive,
di silenzio irreale, di assoluta solitudine rispetto a qualsiasi
altro ambiente operativo, ma di converso lo sollecita, lo
coinvolge e lo predispone a porre in atto quella necessaria
professionalità indispensabile a poter penetrare
nell’ambiente subacqueo in forma di totale concentrazione
e fiducia nell’applicazione rigida di protocolli e procedure
prevenzionali tecnico/antinfortunistiche, senza "correre
il rischio" di essere distratto da altri elementi estranei
all’aspetto tecnico applicativo.
Spesso
è sufficiente un movimento inconsulto compiuto sul
fondo, un movimento scoordinato, per trovarsi di fronte
alla necessità di operare, anche, nella più
completa assenza di visibilità.
Ed
è soprattutto di fronte a problemi del genere, in
tale insostituibile ambiente operativo, che l’Allievo si
trova nella condizione di dimostrare a sé stesso
di saper porre in atto tutti quegli insegnamenti ricevuti,
proposti sempre in termini di sicurezza operativa che si
sviluppa, poi con estrema gradualità, fino a raggiungere
un livello di maturazione psichica ritenuta determinante
dalla Scuola stessa ai fini della sicurezza operativa.
Nel
lago di Bracciano, sede operativa della Scuola sin dal 1959,
anno della sua costituzione, già alla batimetria
di –6/-7 la visibilità incomincia a scarseggiare
e da –12 metri iniziano sbalzi termici di un certo rilievo
che comportano, da parte dell’Allievo, la necessità
di una maggiore concentrazione tecnico/operativa riguardante,
soprattutto, la ventilazione respiratoria e l’impegno mnemonico;
il superamento controllato dei problemi sopra espressi sviluppano,
pertanto, altre facoltà psicologiche ritenute inscindibili
dall’autocontrollo quali: il COORDINAMENTO VENTILATORIO,
l’IGIENE DELL’IMMERSIONE e delle OPERAZIONI,
la CAPACITA’ MNEMONICA, la DISCIPLINA OPERATIVA,
intesa in termini di AUTODISCIPLINA tecnica.
Un
ulteriore sbalzo termico si avverte, normalmente, sui –18/-20
metri. Ancora a –30 e a –50.
Niente
di particolarmente impegnativo o pericoloso, dal punto di
vista fisico, se si proviene da opportuni cicli di allenamento
psicofisico preliminare e protetti, almeno, da normali mute
di neoprene da mm. 5 o 6,5 e sottomuta da mm.3.
Anche
questo aspetto, comunque, rende ancor meno attraente l’immersione
in lago e l’effettuazione dei vari tests operativi a cui
gli Allievi, preliminarmente e gradualmente preparati, sono
chiamati a rispondere, rivestono una importanza didattica
di particolare rilievo e attendibilità proprio perché
richiedono un impegno e una partecipazione attiva degli
Allievi stessi, in termini di sviluppo delle proprie capacità
psicologiche, fisiche e tecniche che la Scuola identifica
nella PSICOIDONEITA’.
Unitamente
allo svolgimento delle varie operatività di carattere
tecnico, la maturazione e/o lo sviluppo di quelle di carattere
psicologico, viene impartito un addestramento strumentale
riferito alle lavorazioni più ricorrenti in ambito
imprenditorale e l’addestramento tende a favorire l’acquisizione
di concrete capacità applicative in forma direttamente
proporzionale alla progressiva penetrazione batimetrica
nell’ambiente idrico ponendo in atto, anche, tutto quanto
appreso attraverso lo studio della Tecnica e Teoria applicata,
della graficizzazione delle immersioni, della fisiopatologia
subacquea, delle norme di Igiene e Sicurezza relative alla
prevenzione antinfortunistica e dei protocolli operativi.
Le
giornate operative previste sono 9/10 e rivestono, oltre
al determinante sviluppo di capacità psicologiche
dell’Allievo, carattere d’intervento operativo nella medesima
misura con quanto viene attuato dalla stragrande maggioranza
delle ditte operanti nel settore specifico, a livello internazionale
e costantemente aggiornato dalla Scuola che dispone, per
tal fine, di un proprio capillare sistema di aggiornamento
specifico.
In
TUTTE le esercitazioni pratiche vengono attuate metodologie
applicative riscontrabili in un vero e proprio cantiere
di lavoro subacqueo, senza trascurare neppure il linguaggio
marinaresco d’uso e consuetudine in tale ambiente operativo. |